sabato, 10 ottobre 2009
author: pornodyva @ 17:30
category: sono una ggiovane doggi, tutto questo è meraviglioso, pescionforfescion
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Da mediaworld con pornomadre:

Pornodiva: - Uuuh mamma guarda che phon!!! Mi serve assolutamente.

Madre: - Credevo tu ce l'avessi, il phon.

Pornodiva: - Si ma è vecchissimo, è quello di nonna, ha più anni di me! Questo invece è anche ionizzante.

Madre: - Cosa?

Pornodiva: - Ma sì, sai che gli ioni fanno bene ai capelli..

Madre: - Mah. (si guarda intorno) Scusa ma questo qua nero? C'è scritto "ionizzante" anche qui, ma costa meno.

Pornodiva: - mmm, non mi convince.

Madre: - ha anche più combinazioni calore/temperatura, costa di meno ed ha più funzioni! Se devi comprarne uno, perchè quello?

Pornodiva: -
Beh... ha i fiorellini fucsia.

phon2
 
venerdì, 03 aprile 2009
author: pornodyva @ 03:52
category: donne al bivio, dio che schifo, sono una ggiovane doggi
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primavera

…la primavera, e tutti gli anni è la stessa storia. La primavera comincia quando a me cominciano a chiudersi gli occhi a qualsiasi ora del giorno. La riconosco perché mi lascia addosso una sensazione come se avessi fumato dieci canne di seguito, ma senza ridarella. Poi parte il pensiero, via via sempre più frequente, che di qui a qualche mese dovrò depositare le mie carni bianchicce e molli su un telo da mare, in qualche spiaggia affollata della riviera tirrenica. Come se non bastasse, il telefono continua a trillare insistentemente di messaggi di amiche in preda a crisi ormonali fulminanti. Così, per non essere scortese, mi interesso riguardo ai vari dentisti, imbianchini o testimoni di Geova che alla sola vista fanno sospirare le giovani di mia conoscenza. Tuttora non ho smesso di chiedermi come mai io non sospiro per niente, al massimo posso sbuffare, se l’anziana che ho fatto passare avanti alla cassa del supermercato ci mette tre quarti d’ora per pagare le due cime di rapa che ha nella busta (questa non è vera, non mi capita poi tanto spesso di aver voglia di far passare avanti signore anziane al supermercato). Forse perché gli imbianchini che assumo io sono solitamente signori sporchi e obesi al confine con la terza età, i testimoni di Geova sono vecch donne e il dentista è un vago ricordo dell’infanzia. Stavo anche valutando il fatto che da quando il mio materasso ikea è uscito dal sottovuoto, quasi un anno fa, non ha ancora vissuto grandi emozioni, mentre il letto della mia coinquilina in soli due mesi registra un traffico che neanche un casello della A1 nell'ora di punta. Mi dico che sarebbe ora anche per me di sentirlo, questo risveglio della natura, ma a me la primavera mi fa così, invece che farmele venire me le fa passare, le voglie. Così mi chiudo in casa a guardare B – movies mangiando fette biscottate con il burro, affezionandomi ai volti della tv e piangendo di fronte a scene di indubbia drammaticità.

sabato, 21 marzo 2009

drink
- Il tempo di concentrazione sui libri varia da un minimo di 5 a un massimo di 20 minuti quotidiani.
- La mia crescita spirituale si limita al passare dal daiquiri alla scoperta del rum cooler.
- Il mio più nobile pensiero è "come mai non mi scopa, quel tipo là?"
martedì, 03 marzo 2009

pensierino daiquiri
giovedì, 22 gennaio 2009
author: pornodyva @ 15:25
category: horror, puah, dio che schifo, cooltura, sono una ggiovane doggi, angolo della comare
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Guardo la mia generazione e rifletto (sì, a volte capita anche questo, anche da sobria). E inesorabilmente arrivo alla conclusione che, eccezion fatta per quei pochi, smidollati, recidivi ma molto consolanti amici inconcludenti, il resto dei nati negli '80s si muove ad una velocità disarmante. A parte vips vari del calibro di Karina Cascella (1980) o MondoMarcio (1986), basta dare un'occhiata qui intorno, nella famosa "provincia denuclearizzata", per capire che, oltre al banale laurearsi in tempo (out, veramente out, con la triennale poi è davvero troppo scontato), i principali trend di affermazione dei miei giovini coetanei sono tre:

(ordinati dal meno sconvolgente al meno rispettabile, sempre secondo la mia Spregevole Scala di Svalutazione altrui):

1. Aprire un locale. E' stata in assluto la prima strada battuta da quando avevamo diciotto anni. La categoria è la meno sconvolgente e la più rispettabile, in quanto mantenere e far andare avanti bene un locale richiede impegno, sacrificio e abilità (soprattutto nel fare i cocktail) ed anche perchè gli interessati sono soprattutto maschi, persone alla mano e con un grado medio-alto di simpatia.

2. Pubblicare un libro. Qui avrei qualcosa in più da aggiungere. Nel senso che, in mai opinion, è vero che bisogna essere lettori per diventare scrittori ed è vero che bisogna conoscere la letteratura precedente e contemporanea per essere verosimilmente in grado di scrivere un buon libro. Ma bisogna anche essere umili. Non si deve, cioè, cedere alla tentazione di dimostrare gratuitamente al lettore la propria cultura (attraverso troppe citazioni, troppi riferimenti, troppe considerazioni autobiografiche volte a sottolineare il proprio valore). Insomma: se hai letto i Classici e sai il latino, è inutile che te la tiri tanto con le tue citazioni, se quelle citazioni rendono oltretutto disarmonico, pesante e spiacevole il tuo Grande Capolavoro. Perchè leggo più volentieri le barzellette di Totti, piuttosto che la tua Storia D'Amore Romantico del cazzo. (Se vi sembra che in questa categoria io stia mettendo troppo astio rispetto alle altre, probabilmente non vi state sbagliando. Ma il libro che ho letto prima del bellissimo Voglio Guardare apparteneva al genere che più odio: giovani donne saputelle che si prendono troppo sul serio e Parlano d'Amore.)

3. Incidere un album. Ovviamente per tutte e tre le categorie mi riferisco a persone che conosco. E questa in assoluto rappresenta la più triste, drammatica, squallida e inverosimile parentesi della storia musicale nazionale e non. Della serie che verrebbe il mal di pancia pure alla mia amaterrima Anna Tatangelo, ad ascoltare questa roba. Ma la cosa peggiore non è il contenuto e neanche la foto di copertina (con tanto di sfondo che lascia intravedere l'alluminio domopak increspato nel tentativo di dare un tocco glamour alla faccenda). La cosa peggiore è sapere che l'autrice di questo scempio ci crede veramente.

Insomma, probabilmente la mia è tutta invidia ed è solo perchè vorrei che alla Feltrinelli campeggiassero pile di volumi con su il mio nome stampato o perchè nella foto con il domopak vorrei esserci io, che scrivo questa roba. O forse è semplicemente perchè (e questo è un outing niente male) da tempo immemore ormai non ho alcun partner sessuale e questo mi provoca quell'acidità tipica della zitella pettegola. Forse è solo che sono sempre stata linguacciuta e cattiva. Ma oh, io di tutta questa falsa arte ne ho piene scatole e controscatole. Tanto che un giorno di questi mi sa che faccio un bel falò.
domenica, 04 gennaio 2009
author: pornodyva @ 04:36
category: horror, dipendenze, donne al bivio, sono una ggiovane doggi, molestye quotidiane
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Oltre ad essere stato dettato dall'insonnia, questo post è autobiografico
e veramente troppo lungo, in quanto tale, volgare e stupido.
Si pregano psichiatri, misogini e moralizzatori di astenersi dalla lettura.



Suona strano (soprattutto a me stessa), ma anche io ho avuto un Fidanzato. Sì che non sono candida ed immacolata come la Verginemaria si può anche intuire, però diciamo che conoscendomi adesso secondo me è strano immaginarmi Fidanzata. Di quelle che si fanno belle per uscire con lui (non quelle che si depilano e mettono su biancheria porca, dico quelle che si infiocchettano carine) e ricevono il messaggio del buongiorno (e magari lo leggono anche ante meridia - o comunque da sobrie) e a volte fanno pure dei progetti a lungo termine con il proprio lui (che superino la settimana, per capirsi). Insomma anche io un tempo rientravo in quella categoria socialmente riconosciuta di persone, cosa che mi dava come maggiore vantaggio il fatto di non essere aggiornata sulle tristi, direi pessime, condizioni in cui verte attualmente il maschio single eterosessuale che cerca di rimorchiare (ma questa è un'altra storia). Comunque. A quattro (maigod, s'invecchia) anni di distanza, da brava figlia della mia generazione (di merda), approdo con la mia fotina(cit.) sulla macchina infernale di facebook. Ed ovviamente, dopo aver esaurito tutti i test, le foto, le applicazioni (di merda) che i miei amici aggiungono, ho iniziato a cercare furiosamente tutti gli esseri, umani e non, con cui ho avuto il minimo scambio, verbale e non, da quando il Signoreiddio mi ha piazzata in terra. E, meno ovviamente, ci trovo Lui, l'(ormai) Ex-Fidanzato. Con tanto di profilo visibile. Che per una dotata della mia discrezione, equivale alla casa di marzapane di Hans e Gretel per un diabetico. Nel senso che di certo poi va a finire male. Così clicco e... non scopro niente di particolare. A parte la città dove attualmente vive, il lavoro che fa e il fatto che gli piacciono: donne, uomini. (Per quanto riguarda quest'ultimo dato, scopro successivamente che si tratta di uno stupido errore di aggiornamento del profilo). In qualche giorno vedo triplicarsi il numero dei suoi amici. Scopro verità sconvoglenti su: chi era in una vita precedente, quanto è alcolizzato, quale personaggio dei cartoni animati è, con chi dovrebbe andare a letto e qual è il suo nome arcano. Sapendo che mi odia (si è preoccupato di farmelo sapere per telefono, ribadirmelo per mail e pure attraverso terzi...tutto solo perchè, quando è tornato implorandomi di riprendermelo, gli ho risposto che, in quella settimana da single, avevo scoperto le gioie dell'amore libero e che ero disposta a riprendermelo solo in condizione di coppia aperta. E poi perchè è venuto a sapere un po' troppo di questo mio amore libero che mi piaceva distribuire alla cittadinanza) dicevo, sapendo che mi odia non gli ho chiesto di diventare mio amico virtuale. Così ora sono diventata una specie di mitomane ed ogni volta che apro quel maledetto coso devo controllare anche i suoi aggiornamenti. Se non ce ne sono rimango delusa. Ma soprattutto, ho la costante tentazione di premere l'abominevole "Aggiungi agli amici". Non tanto per dimostrargli che nonostante lui mi odi io invece sono cresciuta e superiore e in fondo volemosebbene. No. E' per fargli sapere che cistotroppodentro, ho perso dieci chili, cambiato guardaroba, studio quello che ho sempre voluto studiare, viaggio, ho tanti amichetti sul feisbuk ed ho imparato ad amare l'arte del sesso orale praticato attivamente (il pompino, fanciulli. E comunque questo avverrebbe in un secondo momento, sempre che esista una pagina dedicata di cui poter diventare fan). Sì, che poi se vai a guardare bene non è che cistiapoicosìdentro nè che tutto ciò corrisponda a sacrosanta verità (a parte l'ultimo punto). Cioè, sì...sarei stronza e infantile e immatura. Ma quando stavo con lui ero peggio. E poi davvero pensate che quel robo lì serva ad altro?
sabato, 20 dicembre 2008
author: pornodyva @ 17:06
category: horror, dipendenze, sono una ggiovane doggi, molestye quotidiane
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Caro Babbo Natale,
è con immenso ritardo che anche quest'anno ci riprovo. A quanto pare le mie richieste dell'anno scorso non sono state accontentate, ma voglio essere ottimista.
Anzi, quest'anno voglio essere anche più umile, formulandoti un'unica richiesta:
Liberami dall'alcolismo di cui sto cadendo vittima. Sono ironica, ma anche no. Perchè va bene bere con gli amici, ma quando ti ritrovi a rotolare in accappatoio sul sagrato di una chiesa, mentre tutta la città ti fotografa, forse hai esagerato.
E fosse questione di una volta ogni tanto, potrebbe pure starci. Ma gli "episodi" di questo tipo stanno diventando sempre più frequenti. Ecco Babbo, vorrei che tu mi regalassi la soluzione, per evitare una volta per tutte che si ripetano scene incresciose come:

- Io che, nel pedinare un tizio (cosa in sè assolutamente normale), salto da una pozzanghera all'altra non accorgendomi di averlo in realtà già superato;
- Io che insulto il mio ex, incrociato per strada con un'altra, e poi comincio a blaterare davanti a lei sulla sua infinita bruttezza;
- Io che tento di concupire un giovane straniero per poi iniziare a piangere gridando in mezzo alla strada "Perchèèèè?!";
- Io che ballo come una forsennata in una sala deserta fino a che non vengono a prelevarmi perchè stanno tentando di chiudere il locale;
- Io che litigo con il cameriere perchè sono contraria alla chiusura del locale;
- Io che prendo la bici sotto il diluvio universale e pedalo alla velocità del fulmine per poi andare a schiantarmi contro un palo.

Questi sono solo alcuni esempi, ovviamente.(Quelli "citabili").
La mia, più che una letterina, è una disperata richiesta d'aiuto. D'altro canto capirò, qualora tu non volessi collaborare. Sono sicura che il mio nome sia impresso sulla tua lista nera.
Indelebilmente.

Ciao Babbo,
Buon Lavoro.
giovedì, 02 ottobre 2008
author: pornodyva @ 04:20
category: dipendenze, dio che schifo, sono una ggiovane doggi, mmmah
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significa che alle ore 5:14, dopo aver trascorso parte della notte con il tuo amico d'infanzia a escogitare diabolici piani per fare secchi tutti alla ormai prossima (!) cena delle medie, stai ancora su facebook a giocare a pet society, facendoti di tanto in tanto sprazzi di cazzi altrui.
Forse dovrei semplicemente ricominciare con il Seropram.
Intanto i miei capelli sono diventati paurosamente fucsia. Sarà lo smog.

follia
sabato, 10 maggio 2008
author: pornodyva @ 16:53
category: lo vogliooo, sono una ggiovane doggi
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LO SO, che per diventare famosa e cliccatissima dovrei metterci fica, nel blog.
Ma facciamo che per ora preferisco così.

buona serata
mercoledì, 23 aprile 2008
author: pornodyva @ 00:45
category: cooltura, sono una ggiovane doggi
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Devo ammettere che da settimane mi ossessiona l'idea di non essere più al passo coi tempi. Anche in seguito a certe scoperte musicali di oggigiorno, mi sento invecchiata (e non è solo perchè zoppico e non muovo più la gamba sinistra da dopo che sono andata a provare la palestra vicino casa mia). Come dire, è un insieme di cose che mi fanno sentire discriminata: non so cosa signfichi emo, non sono anoressica, non so neanche se quello dei Tokio Hotel è uomo o donna! Io ero rimasta al massimo alle Tatu che si baciavano. Ma già le guardavo con un certo disprezzo, tipico del bigottismo anziano. Ahiahiahi. Qualcuno mi salvi dal precoce invecchiamento.