domenica, 21 giugno 2009
author: pornodyva @ 16:15
category: dio che schifo
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io noia caldo
venerdì, 29 maggio 2009

fidanzatiQuasi due mesi di inattività. Ma posso spiegare. Perchè mentre voi eravate impegnati a far succedere alle vostre vite cose interessantissime da poter postare, io mi sono (udite, udite) fidanzata. Ok, fate rientrare l'allarme, la situazione non è così drammatica e anzi, fosse per me eviterei di utilizzare una certa terminologia, però quando ti senti rivolgere una frase come: ma la bimba lo mangia il fegato? da una nonna che non è la tua, beh... l'evidenza è innegabile. Ti stai invischiando in qualcosa di più di una frequentazione. E siccome l'ultima volta che era successo qualcosa di simile avevo ancora i denti di latte, è inevitabile che questo abbia portato un po' di sconvolgimenti nella mia vita. Non è propriamente una cosa tipo Mickey Rourke e Kim Basinger, direi più alla Ivano e Jessica:


Ah, intendiamoci: non è che mi sia trasformata nel mio peggiore incubo, non ancora almeno. Però diciamo che da poco più di un mese c'è un tizio che molti associano a me. Intanto sto imparando a gestire la faccenda, così da tornare al più presto ad aggiornarvi sulle mie vicende.
Salute!
venerdì, 03 aprile 2009
author: pornodyva @ 03:52
category: donne al bivio, dio che schifo, sono una ggiovane doggi
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primavera

…la primavera, e tutti gli anni è la stessa storia. La primavera comincia quando a me cominciano a chiudersi gli occhi a qualsiasi ora del giorno. La riconosco perché mi lascia addosso una sensazione come se avessi fumato dieci canne di seguito, ma senza ridarella. Poi parte il pensiero, via via sempre più frequente, che di qui a qualche mese dovrò depositare le mie carni bianchicce e molli su un telo da mare, in qualche spiaggia affollata della riviera tirrenica. Come se non bastasse, il telefono continua a trillare insistentemente di messaggi di amiche in preda a crisi ormonali fulminanti. Così, per non essere scortese, mi interesso riguardo ai vari dentisti, imbianchini o testimoni di Geova che alla sola vista fanno sospirare le giovani di mia conoscenza. Tuttora non ho smesso di chiedermi come mai io non sospiro per niente, al massimo posso sbuffare, se l’anziana che ho fatto passare avanti alla cassa del supermercato ci mette tre quarti d’ora per pagare le due cime di rapa che ha nella busta (questa non è vera, non mi capita poi tanto spesso di aver voglia di far passare avanti signore anziane al supermercato). Forse perché gli imbianchini che assumo io sono solitamente signori sporchi e obesi al confine con la terza età, i testimoni di Geova sono vecch donne e il dentista è un vago ricordo dell’infanzia. Stavo anche valutando il fatto che da quando il mio materasso ikea è uscito dal sottovuoto, quasi un anno fa, non ha ancora vissuto grandi emozioni, mentre il letto della mia coinquilina in soli due mesi registra un traffico che neanche un casello della A1 nell'ora di punta. Mi dico che sarebbe ora anche per me di sentirlo, questo risveglio della natura, ma a me la primavera mi fa così, invece che farmele venire me le fa passare, le voglie. Così mi chiudo in casa a guardare B – movies mangiando fette biscottate con il burro, affezionandomi ai volti della tv e piangendo di fronte a scene di indubbia drammaticità.

giovedì, 22 gennaio 2009
author: pornodyva @ 15:25
category: horror, puah, dio che schifo, cooltura, sono una ggiovane doggi, angolo della comare
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Guardo la mia generazione e rifletto (sì, a volte capita anche questo, anche da sobria). E inesorabilmente arrivo alla conclusione che, eccezion fatta per quei pochi, smidollati, recidivi ma molto consolanti amici inconcludenti, il resto dei nati negli '80s si muove ad una velocità disarmante. A parte vips vari del calibro di Karina Cascella (1980) o MondoMarcio (1986), basta dare un'occhiata qui intorno, nella famosa "provincia denuclearizzata", per capire che, oltre al banale laurearsi in tempo (out, veramente out, con la triennale poi è davvero troppo scontato), i principali trend di affermazione dei miei giovini coetanei sono tre:

(ordinati dal meno sconvolgente al meno rispettabile, sempre secondo la mia Spregevole Scala di Svalutazione altrui):

1. Aprire un locale. E' stata in assluto la prima strada battuta da quando avevamo diciotto anni. La categoria è la meno sconvolgente e la più rispettabile, in quanto mantenere e far andare avanti bene un locale richiede impegno, sacrificio e abilità (soprattutto nel fare i cocktail) ed anche perchè gli interessati sono soprattutto maschi, persone alla mano e con un grado medio-alto di simpatia.

2. Pubblicare un libro. Qui avrei qualcosa in più da aggiungere. Nel senso che, in mai opinion, è vero che bisogna essere lettori per diventare scrittori ed è vero che bisogna conoscere la letteratura precedente e contemporanea per essere verosimilmente in grado di scrivere un buon libro. Ma bisogna anche essere umili. Non si deve, cioè, cedere alla tentazione di dimostrare gratuitamente al lettore la propria cultura (attraverso troppe citazioni, troppi riferimenti, troppe considerazioni autobiografiche volte a sottolineare il proprio valore). Insomma: se hai letto i Classici e sai il latino, è inutile che te la tiri tanto con le tue citazioni, se quelle citazioni rendono oltretutto disarmonico, pesante e spiacevole il tuo Grande Capolavoro. Perchè leggo più volentieri le barzellette di Totti, piuttosto che la tua Storia D'Amore Romantico del cazzo. (Se vi sembra che in questa categoria io stia mettendo troppo astio rispetto alle altre, probabilmente non vi state sbagliando. Ma il libro che ho letto prima del bellissimo Voglio Guardare apparteneva al genere che più odio: giovani donne saputelle che si prendono troppo sul serio e Parlano d'Amore.)

3. Incidere un album. Ovviamente per tutte e tre le categorie mi riferisco a persone che conosco. E questa in assoluto rappresenta la più triste, drammatica, squallida e inverosimile parentesi della storia musicale nazionale e non. Della serie che verrebbe il mal di pancia pure alla mia amaterrima Anna Tatangelo, ad ascoltare questa roba. Ma la cosa peggiore non è il contenuto e neanche la foto di copertina (con tanto di sfondo che lascia intravedere l'alluminio domopak increspato nel tentativo di dare un tocco glamour alla faccenda). La cosa peggiore è sapere che l'autrice di questo scempio ci crede veramente.

Insomma, probabilmente la mia è tutta invidia ed è solo perchè vorrei che alla Feltrinelli campeggiassero pile di volumi con su il mio nome stampato o perchè nella foto con il domopak vorrei esserci io, che scrivo questa roba. O forse è semplicemente perchè (e questo è un outing niente male) da tempo immemore ormai non ho alcun partner sessuale e questo mi provoca quell'acidità tipica della zitella pettegola. Forse è solo che sono sempre stata linguacciuta e cattiva. Ma oh, io di tutta questa falsa arte ne ho piene scatole e controscatole. Tanto che un giorno di questi mi sa che faccio un bel falò.
domenica, 11 gennaio 2009
author: pornodyva @ 02:25
category: horror, puah, dipendenze, dio che schifo, molestye quotidiane
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figaC'è qualcosa di stronzo nelle cene da mio babbo. non so se è l'ambientazione "casa al mare di un interessante cinquantenne pieno di risorse e cultura e buon gusto", fatto sta che a me, dietro i discorsi impastati dall'alcol, dietro il tintinnìo di bicchieri e gioielli delle signore, dietro i sorrisi che le coppie si scambiano, tutti sembrano interessanti. Pieni di spunti e di novità. Tranne la sottoscritta. Che ogni volta, puntuale come la morte, non manca di farsi riconoscere per qualcosa. Ogni volta davanti a un pubblico a metà tra il divertito e il preoccupato, ogni volta davanti allo sguardo severo-sconvolto del genitore, la chioma sempre meno folta, ogni volta davanti a una diversa accompagnatrice.
Questa in particolare non è stata eclatante, ma ha avuto per me conseguenze psicologiche non sottovalutabili. Mi ero ripromessa di cercare di trattenermi con il bere, ma visto che da quando siamo arrivati a quando effettivamente il mio regale culo si è posato sulla sedia per mangiare è passata un'ora e mezza buona, mi sono un po' anticipata con un prosecco niente male. Così ,mentre gli ospiti dissertavano amabilmente su milioni di cagate, io sgusciavo pistacchi alla velocità di cip e ciop, per poi riempirmi la bocca di manciate di semini, in modo da poter alleviare la conseguente sete con abbondanti bollicine. Al quarto bicchiere ero piuttosto simpatica e trattabile. Al sesto ci siamo finalmente messi a tavola. Il mio vicino di sinistra, capito l'andazzo, continuava a riempire il mio bicchiere e io, da brava, a buttare giù. Le prime avvisaglie erano le mie risate sguaiate ad ogni affermazione di chiunque. Ma i commensali erano piuttosto divertenti, simpatici e acculturati, per cui tutti ridevamo. La tragedia è stata quando la mia vicina di destra ha cominciato ad enarrare la sua brillante attività di marketing nella pregiata botique di un noto stilista. Attività di commessa. Ora chiariamo: io ho il massimo rispetto delle commesse, ma come si dice dalle mie parti, "è 'nutile mette ar foo i fagioli e pretende' di mangia' l'aragoste". E se c'è una cosa che in questo periodo mi fa incazzare, è la pretenziosità e la presunzione della gente di Occuparsi Di Qualcosa di Figo. Sfortunatamente la mia infinita superbia e antipatia si è scontrata questa sera con una persona che si Occupa Di Qualcosa di Figo (E STI CAZZI, aggiungerei). La sfiga ha voluto che io avessi in bocca il più abbondante boccone d'insalata della storia, quando la vicina ha esordito con una frase tipo: - beh, perchè del resto noi abbiamo delle precise regole di packaging, il nostro visual merchandiser ce le ricorda sempre.

Il loro visual merchandiser. Le loro regole di packaging. Quello che è successo dentro di me io  davvero non lo so spiegare. Probabilmente ho avuto uno dei miei tanti moti di schifo verso il mondo di quelli fighi. Quindi a questo punto mi è sembrato più che naturale farmi prendere da un attacco di risa convulse, facendo fuoriuscire dal mio cavo orale foglioline verdi che sono andate distribuendosi per tutta la tavola. Yeah. Gelo intorno. Ma siccome la classe non è acqua ho anche tentato di raccoglierle con dei tovaglioli usati, mentre notavo - non senza stupore - che il sopracciglio destro di mio padre stava per raggiungere il soffitto e la bocca secca e grinzosa della sua attuale accompagnatrice si faceva ancor più stretta e secca.

Ho chiesto scusa e ho deciso che per il resto della serata avrei continuato a fissare le stampe antiche appese al muro, non curandomi dei miei commensali.
Ma dentro di me continuavo ad immaginare uno che consegna biglietti da visita con su scritto in corsivo Visual Merchandiser, e che deve spiegare a tutti che il suo lavoro consiste nell'appendere cose in vetrine.
Checcazzo, tiratela meno. Secondo me ho ragione io.
giovedì, 02 ottobre 2008
author: pornodyva @ 04:20
category: dipendenze, dio che schifo, sono una ggiovane doggi, mmmah
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significa che alle ore 5:14, dopo aver trascorso parte della notte con il tuo amico d'infanzia a escogitare diabolici piani per fare secchi tutti alla ormai prossima (!) cena delle medie, stai ancora su facebook a giocare a pet society, facendoti di tanto in tanto sprazzi di cazzi altrui.
Forse dovrei semplicemente ricominciare con il Seropram.
Intanto i miei capelli sono diventati paurosamente fucsia. Sarà lo smog.

follia
domenica, 08 giugno 2008
author: pornodyva @ 14:40
category: donne al bivio, dio che schifo, cooltura
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Visto che l'ispirazione mi arriva sempre da fonti elevate e colte, oggi vi propongo la questione sollevata da tale  Alessandro Calza, una specie di sex symbol omosessuale (per carità, bello è bello) nel seguente filmato:

Ora, se so che tra 5 minuti gli alieni vorranno uccidermi, probabilmente sarà anche difficile che i suddetti mi lascino la privacy per far sì che Tom Cruise bussi alla mia porta ardente di desiderio. Non so, mi vedo più tipo legata al palo del martirio con gli omini verdi in procinto di buttarmi nella padella. Ma comunque. Stando al gioco, io non credo che mi farei Tom Cruise. Perchè poi metti che le cazzate che ci hanno insegnato sulla vita dopo la morte sono vere, non voglio guardarmi allo specchio per l'eternità sapendo che ho passato gli ultimi 5 minuti di vita a scopare con un invasato che si è mangiato la placenta della moglie, che tra l'altro è stata la starlette di Dawson's Creek, cioè la sorella maggiore che non ho avuto (leggi: quella da cui ho preso spunto per come non diventare nella vita e da lì ho iniziato ad essere anche zoccola). Non lo so quale sia il punto più basso a cui potrei arrivare. Davvero. Cioè nella testa mi scorrono fotogrammi color seppia di vari vips, da Depardieu a Veltroni a Renzo Arbore, la scelta è ampia.
Ma Tom Cruise MAI.
Vuoi mettere passare l'eternità raccontando agli arcangeli il tuo idillio con Renzo Arbore?
sabato, 19 aprile 2008
author: pornodyva @ 16:23
category: horror, dio che schifo, cooltura, sono una ggiovane doggi
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E un giorno, accesa la tv, mi si parano davanti loro.


E pensare che sono una che ascolta certe robe che poi ci credo che mi vergogno a pubblicare il widget del mio canale radio su last.fm. (E non parlo solo di Malgioglio).
E pensare che il mio primo concerto (lo so, lo so!) sono stati i Backstreet Boys.
E che mi sono sempre ritenuta una ggiovane di mente aperta, una che si sarebbe sforzata di capirli, i figli, anzichè di giudicarli.

L'unica consolazione è che Ferrara non è ancora entrato in parlamento.