sabato, 10 ottobre 2009
author: pornodyva @ 17:30
category: sono una ggiovane doggi, tutto questo è meraviglioso, pescionforfescion
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Da mediaworld con pornomadre:

Pornodiva: - Uuuh mamma guarda che phon!!! Mi serve assolutamente.

Madre: - Credevo tu ce l'avessi, il phon.

Pornodiva: - Si ma è vecchissimo, è quello di nonna, ha più anni di me! Questo invece è anche ionizzante.

Madre: - Cosa?

Pornodiva: - Ma sì, sai che gli ioni fanno bene ai capelli..

Madre: - Mah. (si guarda intorno) Scusa ma questo qua nero? C'è scritto "ionizzante" anche qui, ma costa meno.

Pornodiva: - mmm, non mi convince.

Madre: - ha anche più combinazioni calore/temperatura, costa di meno ed ha più funzioni! Se devi comprarne uno, perchè quello?

Pornodiva: -
Beh... ha i fiorellini fucsia.

phon2
 
domenica, 21 giugno 2009
author: pornodyva @ 16:15
category: dio che schifo
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io noia caldo
venerdì, 29 maggio 2009

fidanzatiQuasi due mesi di inattività. Ma posso spiegare. Perchè mentre voi eravate impegnati a far succedere alle vostre vite cose interessantissime da poter postare, io mi sono (udite, udite) fidanzata. Ok, fate rientrare l'allarme, la situazione non è così drammatica e anzi, fosse per me eviterei di utilizzare una certa terminologia, però quando ti senti rivolgere una frase come: ma la bimba lo mangia il fegato? da una nonna che non è la tua, beh... l'evidenza è innegabile. Ti stai invischiando in qualcosa di più di una frequentazione. E siccome l'ultima volta che era successo qualcosa di simile avevo ancora i denti di latte, è inevitabile che questo abbia portato un po' di sconvolgimenti nella mia vita. Non è propriamente una cosa tipo Mickey Rourke e Kim Basinger, direi più alla Ivano e Jessica:


Ah, intendiamoci: non è che mi sia trasformata nel mio peggiore incubo, non ancora almeno. Però diciamo che da poco più di un mese c'è un tizio che molti associano a me. Intanto sto imparando a gestire la faccenda, così da tornare al più presto ad aggiornarvi sulle mie vicende.
Salute!
venerdì, 03 aprile 2009
author: pornodyva @ 03:52
category: donne al bivio, dio che schifo, sono una ggiovane doggi
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primavera

…la primavera, e tutti gli anni è la stessa storia. La primavera comincia quando a me cominciano a chiudersi gli occhi a qualsiasi ora del giorno. La riconosco perché mi lascia addosso una sensazione come se avessi fumato dieci canne di seguito, ma senza ridarella. Poi parte il pensiero, via via sempre più frequente, che di qui a qualche mese dovrò depositare le mie carni bianchicce e molli su un telo da mare, in qualche spiaggia affollata della riviera tirrenica. Come se non bastasse, il telefono continua a trillare insistentemente di messaggi di amiche in preda a crisi ormonali fulminanti. Così, per non essere scortese, mi interesso riguardo ai vari dentisti, imbianchini o testimoni di Geova che alla sola vista fanno sospirare le giovani di mia conoscenza. Tuttora non ho smesso di chiedermi come mai io non sospiro per niente, al massimo posso sbuffare, se l’anziana che ho fatto passare avanti alla cassa del supermercato ci mette tre quarti d’ora per pagare le due cime di rapa che ha nella busta (questa non è vera, non mi capita poi tanto spesso di aver voglia di far passare avanti signore anziane al supermercato). Forse perché gli imbianchini che assumo io sono solitamente signori sporchi e obesi al confine con la terza età, i testimoni di Geova sono vecch donne e il dentista è un vago ricordo dell’infanzia. Stavo anche valutando il fatto che da quando il mio materasso ikea è uscito dal sottovuoto, quasi un anno fa, non ha ancora vissuto grandi emozioni, mentre il letto della mia coinquilina in soli due mesi registra un traffico che neanche un casello della A1 nell'ora di punta. Mi dico che sarebbe ora anche per me di sentirlo, questo risveglio della natura, ma a me la primavera mi fa così, invece che farmele venire me le fa passare, le voglie. Così mi chiudo in casa a guardare B – movies mangiando fette biscottate con il burro, affezionandomi ai volti della tv e piangendo di fronte a scene di indubbia drammaticità.

sabato, 21 marzo 2009

drink
- Il tempo di concentrazione sui libri varia da un minimo di 5 a un massimo di 20 minuti quotidiani.
- La mia crescita spirituale si limita al passare dal daiquiri alla scoperta del rum cooler.
- Il mio più nobile pensiero è "come mai non mi scopa, quel tipo là?"
martedì, 03 marzo 2009

pensierino daiquiri
domenica, 08 febbraio 2009
author: pornodyva @ 23:57
category: cooltura, tutto questo è meraviglioso
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E a quelli che non sanno andare lontano, dove non li porta la mano. Cosa sono i messaggi subliminali delle pubblicità, in confronto a certe sottigliezze poetiche?

sabato, 31 gennaio 2009
author: pornodyva @ 15:09
category: interrogativi affascinanti
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altaquotaE dato che ci sei, dicci pure quante volte è venuta.
giovedì, 29 gennaio 2009
author: pornodyva @ 15:57
category: horror, dipendenze, mmmah, interrogativi affascinanti
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Recentemente un mio amico ha provveduto ad informarmi di una teoria, o meglio una regola, elaborata da lui nei tristi (e piuttosto lunghi, devo constatare) periodi di "carenza affettiva" (leggi: in cui non aveva donne con cui consumare).  La cosiddetta Regola del Minuto suona più o meno così:

Se guardando per la prima volta una ragazza hai pensato che fosse brutta, prova ad aspettare un minuto e poi guardala ancora: probabilmente alla seconda occhiata penserai che, tutto sommato, te la faresti.
(Tutti i diritti sono riservati)

Naturalmente la mia anima romantica e perbene non ha potuto fare a meno di trovare questa filosofia di pensiero rivoltante e gretta e, al grido di "Tutti uguali, gli uomini!", la mia mente femminile e sensibile ha subito classificato l'affermazione come superficiale. Già.
Poi accadde. Passarono i mesi ed arrivai a varcare quella frontiera di astinenza che forse (forse, eh) comincia a dare alla testa. Fatto sta che, in non più di quattro giorni, mi sono trovata ad applicare questa regola almeno una decina di volte. Quando l'occhietto strabico e la balbuzie dello studente d'ingegneria diventano dettagli particolari, quando il capello gellato e lo sfoggio d'ignoranza del tronista diventano teneri, ed anche il Pi Erre della discoteca per quindicenni che mi ha dato la riduzione per partecipare al Feisbuk - Party (mica cazzi, amici, mica cazzi) con quell'accento burino ed una fessura tra gli incisivi che tranquillamente ci passa un eurostar per lungo, quando pensi che beh anche lui, in fondo, ha il suo fascino... allora si può dichiarare tranquillamente lo stato di allerta.

Voglio dire, mi farei anche l'ispettore Siska.

siska
giovedì, 22 gennaio 2009
author: pornodyva @ 15:25
category: horror, puah, dio che schifo, cooltura, sono una ggiovane doggi, angolo della comare
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Guardo la mia generazione e rifletto (sì, a volte capita anche questo, anche da sobria). E inesorabilmente arrivo alla conclusione che, eccezion fatta per quei pochi, smidollati, recidivi ma molto consolanti amici inconcludenti, il resto dei nati negli '80s si muove ad una velocità disarmante. A parte vips vari del calibro di Karina Cascella (1980) o MondoMarcio (1986), basta dare un'occhiata qui intorno, nella famosa "provincia denuclearizzata", per capire che, oltre al banale laurearsi in tempo (out, veramente out, con la triennale poi è davvero troppo scontato), i principali trend di affermazione dei miei giovini coetanei sono tre:

(ordinati dal meno sconvolgente al meno rispettabile, sempre secondo la mia Spregevole Scala di Svalutazione altrui):

1. Aprire un locale. E' stata in assluto la prima strada battuta da quando avevamo diciotto anni. La categoria è la meno sconvolgente e la più rispettabile, in quanto mantenere e far andare avanti bene un locale richiede impegno, sacrificio e abilità (soprattutto nel fare i cocktail) ed anche perchè gli interessati sono soprattutto maschi, persone alla mano e con un grado medio-alto di simpatia.

2. Pubblicare un libro. Qui avrei qualcosa in più da aggiungere. Nel senso che, in mai opinion, è vero che bisogna essere lettori per diventare scrittori ed è vero che bisogna conoscere la letteratura precedente e contemporanea per essere verosimilmente in grado di scrivere un buon libro. Ma bisogna anche essere umili. Non si deve, cioè, cedere alla tentazione di dimostrare gratuitamente al lettore la propria cultura (attraverso troppe citazioni, troppi riferimenti, troppe considerazioni autobiografiche volte a sottolineare il proprio valore). Insomma: se hai letto i Classici e sai il latino, è inutile che te la tiri tanto con le tue citazioni, se quelle citazioni rendono oltretutto disarmonico, pesante e spiacevole il tuo Grande Capolavoro. Perchè leggo più volentieri le barzellette di Totti, piuttosto che la tua Storia D'Amore Romantico del cazzo. (Se vi sembra che in questa categoria io stia mettendo troppo astio rispetto alle altre, probabilmente non vi state sbagliando. Ma il libro che ho letto prima del bellissimo Voglio Guardare apparteneva al genere che più odio: giovani donne saputelle che si prendono troppo sul serio e Parlano d'Amore.)

3. Incidere un album. Ovviamente per tutte e tre le categorie mi riferisco a persone che conosco. E questa in assoluto rappresenta la più triste, drammatica, squallida e inverosimile parentesi della storia musicale nazionale e non. Della serie che verrebbe il mal di pancia pure alla mia amaterrima Anna Tatangelo, ad ascoltare questa roba. Ma la cosa peggiore non è il contenuto e neanche la foto di copertina (con tanto di sfondo che lascia intravedere l'alluminio domopak increspato nel tentativo di dare un tocco glamour alla faccenda). La cosa peggiore è sapere che l'autrice di questo scempio ci crede veramente.

Insomma, probabilmente la mia è tutta invidia ed è solo perchè vorrei che alla Feltrinelli campeggiassero pile di volumi con su il mio nome stampato o perchè nella foto con il domopak vorrei esserci io, che scrivo questa roba. O forse è semplicemente perchè (e questo è un outing niente male) da tempo immemore ormai non ho alcun partner sessuale e questo mi provoca quell'acidità tipica della zitella pettegola. Forse è solo che sono sempre stata linguacciuta e cattiva. Ma oh, io di tutta questa falsa arte ne ho piene scatole e controscatole. Tanto che un giorno di questi mi sa che faccio un bel falò.